Claudio Baglioni racconta il suo “GrandTour” agli studenti dell’Università Federico II di Napoli: coniugare la dimensione musicale alla valorizzazione dei beni culturali

claudio baglioni

Napoli, tra le navate barocche della Chiesa dei Santi Marcellino e Festo, si è tenuto un incontro che ha avuto come protagonista Claudio Baglioni, ospite dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, accolto nell’ambito delle attività promosse dall’Ateneo e alla presenza del Rettore.

L’appuntamento, intitolato “Il Grand Tour tra musica, arte, paesaggio e architettura”, ha visto il cantautore dialogare con studenti dei corsi di musicologia, storia dell’arte, architettura e geografia. Un confronto diretto, in una sala gremita di ragazzi entusiasti dove le domande si sono alternate ai racconti personali.

Baglioni ha scelto un tono semplice, quasi confidenziale, ha ricordato il suo percorso universitario in architettura, spiegando di essere iscritto all’albo degli architetti di Napoli: una scelta nata anche da esigenze familiari, quando la carriera musicale non era ancora considerata una strada solida. Un dettaglio che ha contribuito a restituire un’immagine concreta, lontana da ogni costruzione retorica, di un artista che ha dominato a lungo il panorama musicale italiano.

Non è mancato uno sguardo al presente e, soprattutto, al futuro prossimo. Il progetto “Grand Tour: La vita è adesso”, che partirà a giugno, attraverserà luoghi simbolici della Campania, scelti per il loro valore storico, artistico e paesaggistico. Un’idea che richiama il viaggio formativo ottocentesco, riletta oggi attraverso la musica con un elemento in più: come lo stesso artista ha dichiarato, sarà il suo ultimo tour. Così il nostro Claudio ha deciso di congedarsi dal suo pubblico,La vita è adesso è l’album che ha segnato un’epoca, tra i più venduti in Italia. Baglioni ne ha parlato senza enfasi, riconoscendo come quel successo sia stato, in parte, imprevedibile e difficilmente replicabile.

A fare da cornice, la chiesa di San Marcellino e Festo: un esempio significativo del barocco napoletano, con interni ricchi di decorazioni, stucchi e affreschi. Uno spazio che lo stesso Baglioni ha detto di aver trovato sorprendente, quasi inaspettato per armonia e bellezza.

L’incontro si è chiuso senza cerimonie, mantenendo fino alla fine lo stesso tono amichevole . Un dialogo più che una lezione, in cui musica e percorso personale si sono intrecciati senza distanza.

Credits: le foto sono di Angelo Trani e fornite dal Press Office Claudio Baglioni

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