DIECI MINUTI è il nuovo film diretto da Maria Sole Tognazzi (Viaggio Sola, Io e Lei, la serie Petra), prodotto da Indiana Production e Vision Distribution, in collaborazione con Sky e in collaborazione con Netflix.

DIECI MINUTI ha come protagoniste Barbara Ronchi, Fotinì Peluso e Margherita Buy.

Con loro Alessandro Tedeschi, Anna Ferruzzo, Marcello Mazzarella, Mattia Garaci, Matteo Cecchi e con la partecipazione di Barbara Chichiarelli.

Soggetto e sceneggiatura sono di Francesca Archibugi e Maria Sole Tognazzi, e il film, prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito e Daniel Campos Pavoncelli, è liberamente ispirato al romanzo Per Dieci Minuti di Chiara Gamberale (edito da Feltrinelli).

Dieci minuti al giorno possono cambiare il corso della giornata. Dieci minuti facendo qualcosa di completamente nuovo, possono cambiare il corso di una vita. Questo è quello che scoprirà Bianca nel pieno di una crisi esistenziale. Nuovi incontri, la scoperta di legami speciali e l’ascolto di chi ci ha sempre voluto bene. A volte basta poco per ricominciare e questo film ce lo insegna, attraverso un racconto caldo e appassionante di rinascita.

INTERVISTA A MARIA SOLE TOGNAZZI (regista, sceneggiatrice)

Il film è un libero adattamento del romanzo “Per dieci minuti” di Chiara Gamberale: quali cambiamenti tu e Francesca Archibugi avete apportato in fase di sceneggiatura ?

“Marco Cohen di Indiana Production mi ha contattato dopo aver acquistato i diritti del libro e mi ha chiesto se fossi interessata a scrivere insieme a Francesca Archibugi un adattamento per il cinema per poi dirigerlo.

Prima di iniziare a scrivere il copione ho parlato con Chiara Gamberale e le ho chiesto se potevo sentirmi libera nella trasposizione del suo bel romanzo. Io e Francesca abbiamo lavorato benissimo insieme, e siamo rimaste fedeli al testo mantenendo l’idea centrale, ma poi ci siamo divertite ad inventare nuovi incontri e nuovi personaggi, come quello della sorella della protagonista, interpretata da Fotinì Peluso, che nel libro non esisteva. Abbiamo anche scritto insieme aggiungendo nuove prove a quelle che la protagonista del romanzo, Bianca, avrebbe dovuto affrontare ogni giorno per dieci minuti”.

“Che cosa vi ha risposto la scrittrice?”

“Chiara ci ha regalato subito la sua fiducia e la sua ‘benedizione’, si è detta molto soddisfatta, era felicissima che il suo romanzo fosse nelle nostre mani, non aveva nessun tipo di paura, e ci ha spronato a sentirci libere di fare delle sue pagine quello che volevamo. L’idea di base è rimasta quella di raccontare il percorso di rinascita di una donna, Bianca, che dopo una forte crisi, nata dopo essere stata abbandonata dal suo uomo, incontra una psicanalista che le suggerisce una terapia: impiegare dieci minuti al giorno del suo tempo per fare qualcosa di assolutamente nuovo ed insolito per lei. Questa proposta dell’analista trasforma la vita della protagonista.

Queste prove da superare la portano a fare nuovi incontri, di cui uno in particolare e speciale con la sorella minore che non aveva mai conosciuto, e le si presenta nel momento in cui ne aveva più bisogno (Fotinì Peluso)”.

“Qual è stato il tuo interesse d’autore sulla materia?”

“Sono felice di poter tornare al cinema con un film che mi ha permesso di mettere in scena tre donne meravigliose e di lavorare con tre attrici che amo molto. Una chiave particolare che accomuna tutti i miei lavori, soprattutto gli ultimi, è una speciale attenzione per i personaggi femminili che mi sono sempre stati a cuore.

L’emancipazione femminile è sempre al centro della mia attenzione: nel film “Viaggio sola” raccontavo una quarantenne che voleva vivere autonomamente ed era felice così, senza essere schiava di quello che la società avrebbe voluto da lei. “Io e lei” era invece la storia di due donne che sceglievano di stare insieme e la decisione di una di loro di cambiare completamente la sua vita per passare da un matrimonio codificato alla sua libertà di vivere una relazione con una donna, mi sembrava un argomento non ancora raccontato..”.

E ad un certo punto è arrivato “Dieci minuti”…”

“Sì, la protagonista, Bianca, è una donna che vive con grande fatica il dolore di un abbandono che arriva alla fine di una relazione iniziata in età giovanile e durata quasi vent’anni. La sua è una forma di dipendenza legata a un rapporto in cui si era fossilizzata e noi raccontiamo la sua rinascita, ma quando lei capisce che può farcela da sola e forse può diventare una persona migliore, ha quasi “paura” di riuscire a farcela. 

Non penso che sia il caso di sottolineare ancora una volta lo sguardo femminile. Dico da anni che lo sguardo di un autore non ha genere ma dipende dalla sensibilità di quell’uomo o di quella donna. Il mio cinema non è rivolto soltanto alle donne ma anche agli uomini, che forse vedendo le donne raccontate in un certo modo possono cambiare la loro visione e il loro modo di comportarsi. 

Cerco di raccontare le donne che fino a pochi anni fa, quando avevo iniziato a fare del cinema come aiuto regista, erano soltanto co-protagoniste e affiancavano sempre e comunque un uomo. Mi sono resa conto che c’era una grave assenza e che era necessario cambiare il corso delle cose mettendo al centro del racconto il ruolo della donna che in passato era sempre stato “laterale”.

Al di là delle prove e del gioco dei “dieci minuti” in quest’ultimo film, mi interessava rappresentare il rapporto fra i tre personaggi femminili principali appartenenti a tre generazioni diverse. La nostra protagonista, Bianca, supererà la sua crisi profonda attraverso l’incontro con la sorella più giovane e la psichiatra che la confronteranno e la aiuteranno a ritrovare sé stessa”.

Credits Sky