In occasione dell’8 Marzo, La Fiorellaia presenta CICATRICI, un progetto fotografico e narrativo che indaga la ferita  visibile o invisibile  trasformandola in un gesto di rinascita

La Fiorellaia presenta CICATRICI il progetto dedicato alle donne

L’8 marzo diventa così uno spazio di riflessione profonda. Non una celebrazione retorica della perfezione, ma un atto di verità. Al centro non c’è l’estetica levigata, bensì la forza autentica delle donne: quella che attraversa il dolore, lo riconosce e lo trasforma.

Il progetto documenta la storia di sei donne che portano sul corpo il segno di una ferita. Non semplici cicatrici, ma soglie. Punti di rottura diventati punti di ripartenza. Ogni segno rappresenta un passaggio, un prima e un dopo, un attraversamento che ha generato una nuova consapevolezza.

La domanda che guida l’intero lavoro è semplice e radicale: cosa resta dopo il dolore?
Resta una traccia. Resta memoria. Resta una luce sottile che filtra proprio da quella crepa.

Richiamando le parole di Leonard Cohen, “c’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce”,  La Fiorellaia sceglie di far nascere i fiori esattamente da quella fessura. Il Flower Design si libera così dalla dimensione puramente decorativa per diventare linguaggio sociale e narrativo.

Ogni scatto racconta una cicatrice diversa, e con essa una storia unica di ferita e di forza. C’è il segno lasciato da un incidente stradale, memoria di un istante che ha cambiato il corso delle cose; quello nato da un percorso di sensibilizzazione, trasformato in testimonianza consapevole; la cicatrice della violenza domestica, che da dolore silenzioso diventa affermazione di libertà e rinascita.

C’è il segno della prevenzione, scelta coraggiosa che parla di amore per sé stesse; quello del parto cesareo, soglia potente tra il corpo e la vita che nasce; e infine la cicatrice di un infortunio sul lavoro, traccia concreta di tenacia e ritorno alla quotidianità.

Sei storie intime che diventano racconto collettivo. Sei attraversamenti che parlano a tutte.

In questo progetto, i fiori non coprono, non nascondono, non addolciscono. Evidenziano. Incorniciano. Onorano. Attraverso forme, colori, contrasti e trame, ogni composizione dialoga con la cicatrice, trasformandola in simbolo di trasformazione.

Il fiore, fragile solo in apparenza, diventa metafora universale di forza rigenerativa: si piega, attraversa le stagioni, e continua a fiorire.

Con CICATRICI, La Fiorellaia celebra la donna nella sua verità più profonda. Non nella perfezione estetica, ma nella crepa che racconta, nel segno che resta, nella luce che entra.

Perché una ferita non è mai la fine.
È il punto esatto in cui nasce una nuova parte di sé.
Ed è proprio lì che, silenziosamente, ricomincia a fiorire la speranza.

Credits: le foto sono di Mara Brioni fornite dal Press Office La Fiorellaia

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