Marcello Sacchetta è un artista poliedrico che, fin da bambino, ha trovato nella danza la sua vocazione, il linguaggio attraverso cui raccontare le proprie emozioni ed esprimere la parte più autentica di sé

La foto è di Maurizio Pighizzini © (Courtesy of Press Office)

Marcello Sacchetta è uno stimato professionista di talento con oltre venti anni di carriera nel mondo artistico: ballerino, coreografo, conduttore, direttore artistico e co-fondatore della casa di produzione Oia Media.

Tra i numerosi progetti che portano la sua firma, sia in teatro che in televisione, spicca la coreografia realizzata per l’esibizione di Sal Da Vinci all’Eurovision, una performance di grande impatto che ha rappresentato con orgoglio l’Italia su un prestigioso palcoscenico internazionale ( Leggi qui ).

Ho avuto il piacere di intervistarlo perché, avendo studiato musica classica e teatro, conosco bene ciò che si cela dietro il successo sul palcoscenico: ore di studio, dedizione e impegno costante, affinché ogni dettaglio sia curato alla perfezione, per la soddisfazione dell’artista e per emozionare chi assiste e ne apprezza il talento.

Marcello, quando ha deciso che sarebbe diventato un ballerino e coreografo?

In realtà credo che la danza abbia scelto me prima ancora che il contrario. Fin da piccolo, la musica mi faceva muovere in modo naturale. Con il tempo ho capito che non era solo un passatempo, ma l’unico modo in cui riuscivo davvero a esprimere chi fossi. Da lì è diventata la mia vita.

Sono convinta che la giusta ambizione sia il motore della vita, sempre usando correttezza e generando valore per noi stessi ed anche per gli altri. Cosa ne pensa?

Sono totalmente d’accordo. L’ambizione senza etica è solo egoismo e non porta lontano. Penso che il vero successo arrivi quando riesci a crescere tu, ma lasciando qualcosa di bello anche a chi ti circonda. Nella danza, come nella vita, il gioco di squadra e il rispetto valgono più di qualsiasi riflettore.

Sei un professionista che lavoro, ma sei anche un papà. Come riesce a conciliare la sua vita personale con quella lavorativa?

Non è sempre facile, è un continuo gioco d’incastri! Diventare papà ti cambia completamente le priorità. Quando sono al lavoro do il 100%, ma quando torno a casa stacco tutto per essere presente al massimo. Certo, la stanchezza si fa sentire, ma il sorriso di mio figlio ricarica ogni energia in un secondo.

Quali sacrifici comporta intraprendere una carriera artistica in Italia o nel Mondo e, a suo parere, ci sono delle opportunità maggiori all’estero?

I sacrifici sono tanti: ore di sala, rinunce, la lontananza dagli affetti e molti “no” da digerire. All’estero spesso c’è una mentalità che valorizza di più l’arte come una vera e propria industria, offrendo forse più tutele o palcoscenici grandi. Però anche in Italia abbiamo un talento e una passione unici; bisogna solo lottare un po’ di più per farsi valere.

La passione è il motore di tutto: quanta passione mette in tutto quello che fa?

Tutta quella che ho, senza risparmiarmi. Se una cosa non mi fa battere il cuore, preferisco non farla. La passione è quella forza che ti fa svegliare la mattina felice di andare a faticare, ed è l’unico segreto per far arrivare qualcosa di vero al pubblico.

C’è stato qualche momento nella sua vita, dove ha pensato di non farcela? Eventualmente, cosa o chi l’ha spinta ad andare avanti?

Sì, assolutamente, i momenti di crisi capitano a tutti. Ci sono stati periodi di forte stress o infortuni in cui ho dubitato di me stesso. A spingermi avanti è stata sicuramente la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto, ma anche quella voce interiore che mi ricordava quanto amassi questo mestiere. Non potevo mollare.

Penso fortemente che senza studio e impegno, non si raggiungano risultati. Parlo per esperienza personale: quando studiavo musica classica, passavo ore ed ore a perfezionare un pezzo con il mio strumento, dopo le ore di studio liceale. Ritengo assolutamente sia lo stesso anche per lei.

Ha perfettamente ragione. Il talento è solo un punto di partenza, ma senza la disciplina, lo studio quotidiano e il sudore non si va da nessuna parte. Anche oggi che sono un professionista, non smetto mai di imparare e di mettermi in discussione. La danza è un’evoluzione continua.

Quali sono i prossimi traguardi per Marcello Sacchetta e come vede il suo prossimo futuro?

Vedo il futuro con tanta curiosità. Ho diversi progetti in mente, sia come coreografo che nel mondo della televisione. Il traguardo principale, però, resta quello di continuare a fare ciò che amo, trovando sempre il giusto equilibrio con la mia famiglia.

I giovani la seguono e la ammirano. Se qualcuno volesse seguire il suo percorso di carriera, quali consigli daresti loro?

Direi loro di non cercare scorciatoie. Studiate, siate curiosi e non abbiate paura di sbagliare o di ricevere dei rifiuti, perché sono proprio quelli che fanno crescere. E soprattutto, mantenete sempre i piedi per terra e l’anima pulita. Se ci credete davvero, lavorate duro e il momento giusto arriverà.

Credits Images: le foto sono state fornite dall’Ufficio Stampa di Marcello Sacchetta