Mihao è uno di quei progetti che non nascono semplicemente per intercettare una tendenza ma che scelgono di costruire un linguaggio proprio

A Portici prende forma un nuovo rito dell’estate, Mihao

Il listening bar e ristorante di cucina asiatica contemporanea, aperto a Portici dall’intuizione di Emanuele Raniello e Antonio Luigi Improta, amplia oggi la propria identità con il Mihao Garden, lo spazio estivo ricavato nel giardino storico di Villa Pagliano una dimora settecentesca immersa nel paesaggio del Miglio d’Oro vesuviano.

Partecipare alla serata inaugurale ha significato assistere a un progetto che va oltre la semplice proposta gastronomica grazie ad una atmosfera costruita con misura dove il giardino diventa il palcoscenico di una successione di vinyl session in cui il vinile ritrova la centralità dell’ascolto grazie all’impianto hi-fi progettato artigianalmente dall’ingegnere del suono Antonio Ruggiero. Una scelta coerente con la filosofia dei listening bar giapponesi, nei quali la musica non accompagna l’esperienza, ma ne costituisce una componente essenziale.

La stessa attenzione emerge dalla cucina. Valerio Cozzolino, forte di un percorso nella ristorazione giapponese internazionale, firma una carta che attraversa il Giappone contemporaneo aprendosi alle contaminazioni nikkei e allo street food asiatico senza rinunciare al rigore tecnico. Il filo conduttore è il crudo: nigiri, sashimi e preparazioni signature valorizzano materie prime selezionate con precisione, trovando nel Caviale Mihao, referenza esclusiva del locale. Tra i piatti più convincenti, il carpaccio di Wagyu con kimchi e il tiradito nikkei raccontano una cucina essenziale, pulita e contemporanea.

La selezione di Champagne, curata dal sommelier Carmine D’Orsi, accompagna il percorso dedicato ai crudi valorizzati anche da una rara carta dei sakè . Al bancone, il lavoro del bar manager Alessio Olivieri interpreta ingredienti identitari come yuzu, shiso, miso e tè orientali in una drink list che mantiene un linguaggio coerente con quello della cucina.

A definire ulteriormente il carattere del progetto contribuisce anche la dimensione sociale. L’orto del Garden, realizzato insieme alla comunità Agricoltura Sociale del Vesuvio nell’ambito di un’iniziativa condivisa con Slow Food Vesuvio, porta in cucina erbe aromatiche e ortaggi coltivati attraverso un percorso di inclusione e reinserimento lavorativo, rafforzando il legame tra il locale e il territorio.

In un momento in cui molte aperture puntano sull’effetto scenografico, Mihao costruisce un’identità riconoscibile attraverso la qualità delle proposte.Il risultato è un indirizzo che, a pochi minuti da Napoli, introduce nel panorama campano un format ancora inedito, capace di coniugare cultura gastronomica, ricerca musicale e valorizzazione di un luogo storico.

Credits: Press Office Mihao

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