Ogni cambio di vita si riflette anche nel nostro modo di vestire ed nei colori che indossiamo come riflesso del nostro stato d’animo

Quando la vita cambia, cambia anche il modo in cui ci vestiamo
Vitaly Gariev ( Pexels)

Ci sono momenti della vita in cui tutto cambia forma.

A volte lentamente. 

A volte come una crepa improvvisa dentro qualcosa che pensavamo stabile.

Una fine.

Un distacco.

Una delusione.

Un cambiamento che non avevamo scelto.

E quasi sempre, insieme a noi, cambia anche il nostro modo di vestirci.

È una cosa silenziosa, ma succede.

All’improvviso non abbiamo più voglia di prepararci.

Apriamo l’armadio e tutto sembra lontano da noi.

Ci infiliamo addosso la prima cosa che capita, oppure scegliamo vestiti enormi, neutri, invisibili. Come se il corpo avesse bisogno di sparire un po’.

Come se vestirsi fosse diventato troppo.

Perché quando stiamo male, spesso smettiamo anche di prenderci cura di noi stessi.

Non per superficialità.

Ma perché l’energia si ritira altrove. Sta cercando di sopravvivere.

Ed è qui che secondo me la moda smette di essere moda.

E diventa linguaggio.

Diventa ascolto.

Diventa quasi terapia.

Per questo nella mia rubrica parlo sempre di stile andando oltre le tendenze.

Perché il modo in cui ci vestiamo racconta il nostro mondo interiore molto più di quanto pensiamo.

I colori, per esempio, hanno una vibrazione emotiva potentissima.

Quando viviamo stati d’ansia molto forti, il rosso acceso può amplificare quella sensazione di allarme continuo. In quei momenti può aiutarci circondarci di tonalità più morbide e calmanti: verdi salvia, azzurri polvere, beige caldi, colori che ricordano la natura, il respiro, il rallentare.

Al contrario, quando ci sentiamo spenti, svuotati, troppo chiusi nella tristezza, rimanere immersi solo in colori freddi o troppo cupi può farci sprofondare ancora di più in quello stato.

Ed è lì che il giallo, l’arancio, il miele, il terracotta possono diventare piccoli raggi di energia.

L’arancio, in particolare, è un colore che riporta vitalità e radicamento.

Il marrone ci riconnette alla terra, alla stabilità, al corpo.

Come a dire: “Ci sei ancora. Sei ancora qui.”

E no, non sto dicendo che un colore possa guarire un dolore.

Ma credo profondamente che possa accompagnarci mentre attraversiamo una trasformazione.

Perché a volte ricominciare ad amarci passa anche da gesti minuscoli.

Mettere un rossetto dopo settimane che non lo facevamo più.

Indossare una giacca che ci fa sentire forti.

Scegliere un maglione morbido che ci fa sentire protetti.

Comprare un colore che rappresenta la versione di noi che stiamo cercando di ritrovare.

Sono dettagli.

Ma i dettagli, spesso, sono il primo punto da cui ricomincia la luce.

Credo che vestirsi possa diventare un atto d’amore verso sé stessi.

Non per apparire perfetti.

Ma per ricordarsi che esistiamo ancora anche dentro il caos.

Per questo, quando la vita cambia, forse non dovremmo chiederci soltanto “cosa mi metto?”.

Ma anche:

“Come voglio sentirmi oggi?”

“Che energia voglio regalarmi?”

Perché a volte lo stile non serve a mostrarci agli altri.

Serve a ritornare da noi.

E forse è proprio questo andare davvero oltre lo stile:

capire che certe volte non ci vestiamo per essere guardati, ma per ricominciare lentamente a prenderci cura della persona che abita dentro quei vestiti.

Credits: cover Ph Pexels

Leggi anche: Oltre lo stile