Per l’Autunno-Inverno 2026, Maximilian Davis continua ad esplorare gli anni ’20, decade di nascita di Ferragamo, attraverso la sua estetica distintiva

L’ispirazione speakeasy rimane centrale: un luogo di liberazione, uno spazio in cui le convenzioni di classe e identità vengono scardinate mentre la collezione evoca i personaggi che qui si incontravano per rimanere fino a tardi.
L’abbigliamento dei marinai è un riferimento fondamentale, un richiamo a coloro che navigavano il mare per costruire una vita migliore per le loro famiglie. “È un’esperienza che sia Salvatore Ferragamo che la mia famiglia hanno vissuto: lui lasciò la sua casa in Italia per l’America, per poi ritornare in patria, e la mia famiglia si è trasferita da Trinidad e dalla Giamaica a Manchester”, spiega Davis. “Tutti hanno attraversato l’oceano per scoprire nuovi inizi”.
Le uniformi da marinaio e lo status che rappresentano vengono rivisti e sovvertiti: forme decostruite, bottoni spostati, lacci aperti. Il guardaroba è riconfigurato attraverso le lavorazioni: maglieria nautica agugliata con chiffon per strutturarne la forma; parka da lavoro realizzati in nappa texturizzata con cappucci foderati in shearling. Accanto all’abbigliamento utilitaristico, emerge l’eleganza libera degli abiti da sera dell’epoca: slip dress in velluto lamé metallizzato e jacquard floreale; drappeggi decorati con volumi che delineano un’evoluzione delle ruche; capispalla avvolgenti che rimandano a silhouette haute couture stratificate su abiti lunghi. Nella collezione, così come nello speakeasy, i due mondi si fondono.
Influenzata da opere d’arte che raffigurano l’epoca – tra il dinamismo evocativo degli azzurri vagamente cubisti e le nuance seppiate della fotografia surrealista – la palette sembra filtrata dal passare del tempo: tele di cotone organico e nylon riciclati tinti in capo; pelli trapuntate verniciate ad aerografo. “È un’espressione del tentativo di immaginare qualcosa del passato”, spiega Davis. “Nel suo momento originale sarebbe stato vibrante, ma ora lo vediamo attraverso la patina della storia”. Accentuato da Gancini in metallo lucido, l’insieme è un incontro tra passato e presente.

Nelle calzature, una nuova décolleté con punta sfilata e una sling-back con scollo profondo ispirato a un modello di archivio del 1954, appaiono in contrasti cromatici che ricordano le uniformi nautiche, oppure sono decorate con gioielli. L’architettura della “suola a conchiglia” – una tecnica usata da Salvatore Ferragamo negli anni ’50, con la suola espansa intorno al piede – ispira i dettagli curvilinei di un sandalo con tacco ibrido a zeppa.
Per l’uomo, le Oxford classiche sono reinterpretate attraverso una prospettiva contemporanea – con proporzioni allungate e punte con cuciture a vaschetta – insieme a uno stivaletto minimalista e a una monk-strap con fibbia Hug.
Tra gli accessori, la nuova silhouette grafica di una borsa – essenziale, sottile e chiusa da una placca Gancini – è declinata in tre dimensioni, mentre la forma East-West della Hug Bag si arricchisce di nuove colorazioni. Al maschile, la tracolla con tasche funzionali è affiancata da una pouch Hug in vitello intrecciato.
Credits: Courtesy Press Office Ferragamo
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