La mostra, promossa e organizzata da Fondation Valmont, è visitabile fino al 26 luglio 2026 presso il Museo degli Archivi Storici di Hydra

Fondation Valmont presenta "You won’t forget her!!" la mostra personale di Kimiko Yoshida

Nell’opera di Kimiko Yoshida, tutto inizia con una trasformazione. I suoi autoritratti fotografici non hanno lo scopo di descrivere chi è, ma di trascenderla. Attraverso il trucco, i costumi e materiali accuratamente selezionati, infonde vita a nuovi esseri, impersonando le loro figure come se fossero le sue.

Molte di queste immagini riecheggiano la storia dell’arte: dipinti famosi riappaiono, non come copie ma come reinvenzioni silenziose eppure fragorose. Yoshida vi entra e li assorbe. Il risultato è un’immagine sospesa, dove passato e presente si incontrano sulla superficie del corpo. Il travestimento è essenziale: attraverso le sue fotografie e sculture, si presenta come un’altra pur rimanendo inconfondibilmente riconoscibile.

Nel suo processo creativo non c’è alcuna manipolazione digitale, poiché ciò che vediamo avviene interamente davanti all’obiettivo. Colori, texture e strati vengono applicati lentamente, con precisione, e il suo viso diventa il terreno di lavoro, come una tela.

La sua pratica può essere accostata a quella di artisti che hanno utilizzato la propria immagine come spazio di cambiamento: Claude Cahun ha dissolto il sé nell’ambiguità; Cindy Sherman costruisce identità attraverso la messa in scena e il travestimento.

Ancor prima, Virginia Oldoini di Castiglione è stata la prima donna a utilizzare la fotografia per esibirsi e reinventare la propria immagine.

Questa mostra invita a un incontro lento, perché queste immagini non rivelano tutto in una volta, ma chiedono di essere osservate, e poi ancora osservate, lasciando nello spettatore un senso di meraviglia e stupore.

Kimiko Yoshida

Kimiko Yoshida è nata in Giappone, dove si è laureata all’Università di Fotografia di Tokyo. Successivamente si è trasferita in Francia, la sua patria adottiva, dove ha iniziato a prendere forma la sua pratica fotografica. Prima ad Arles presso l’École nationale supérieure de la photographie, poi a Parigi dove si è iscritta a corsi al Louvre e a Le Fresnoy – Studio national des arts contemporains a Tourcoing, dove ha ampliato il suo linguaggio artistico portando con sé l’esperienza di lavoro a stretto contatto con i designer giapponesi.

Il suo compagno di vita e di avventure è Jean-Michel Ribettes, psicoanalista e curatore francese, amico tra l’altro di Roland Barthes. Grazie a questa vicinanza, Yoshida ha incontrato un’ampia cerchia di intellettuali europei, plasmando un’identità culturale ibrida in cui Oriente e Occidente si incontrano e si trasformano a vicenda

Hydra, il luogo ideale per gli amanti dell’arte contemporanea

A partire dalla metà del XX secolo, l’isola greca di Hydra si è affermata come meta internazionale per le arti, dove, nonostante le sue piccole dimensioni, conserva ogni estate un ecosistema culturale straordinariamente vivace. 

Ulteriormente rafforzata dalla consolidata collaborazione tra la Fondation Valmont e il Museo degli Archivi Storici, che ospita mostre periodiche, Hydra riveste un significato particolare per Valmont in quanto sede di Villa Valentine, la Résidence Valmont affacciata sul Mar Egeo, che funge da piattaforma vitale per la produzione artistica, il dialogo e lo scambio culturale, rendendo Hydra un luogo davvero imperdibile.

“You won’t forget her!!” di Kimiko Yoshida è ambientato in uno dei luoghi più rappresentativi dell’isola Saronica. Dare un’enfasi così forte alla memoria storica è uno degli obiettivi del Museo degli Archivi Storici di Hydra, oltre a localizzare, raccogliere, classificare, indicizzare e pubblicare ogni tipo di materiale d’archivio relativo all’isola, alla sua storia locale, tradizione e cultura.

 Il Museo, fondato nel 1918, espone tra gli altri i tesori culturali legati alla Guerra d’Indipendenza greca iniziata nel 1821, per la quale la vittoria sia dei Greci che degli Idrioti è ancora oggetto di ampie celebrazioni come la Miaoulia.

Credits: Images by Press Office Fondation Valmont

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