È la natura nella sua totale immensità, anzi una super natura, ad aver ispirato la Collezione Louis Vuitton A/I 2026 di Nicolas Ghesquière

Abiti, che si sono evoluti interagendo e reagendo alle influenze del nostro clima e l’ambiente circostante per resistenza, protezione, libertà, diventano moda come manifesto di una visione amplificata di ciò che ci circonda.
Nella Cour Carrée del Museo del Louvre, si immagina un neo-paesaggio: ideato dallo scenografo Jeremy Hindle è un’astrazione del naturale, la sua rappresentazione attraverso un prisma di futuro. Fondendo esterno e interno, la scenografia trasforma i viaggi delle modelle in un dipinto pastorale fluttuante e vivente, un’allegoria moderna, una favola fantascientifica.

Natura magistra vitae
“Natura magistra vitae” affermavano i nostri avi. Ed è così che i dettagli degli abiti sono modellati dagli elementi: vento, pioggia, sole, mentre le silhouette sono definite dalla vita nella natura, il loro linguaggio formale va oltre ogni immaginazione.
E’ un dialogo tra la società e la natura: come i costumi tradizionali, questi abiti sono plasmati dal modo in cui le persone hanno vissuto, dal nostro senso di appartenenza e dalle verità fondamentali, passate e presenti. Oggi è necessario reinventare tutto questo, reinterpretando il naturale nel contesto mutato di un mondo digitale.

L’armonia tra gli abiti ed il mondo naturale secondo Louis Vuitton
Vivendo a contatto con io mondo naturale, flora e fauna lasciano impronte sui capi, ispirando creazioni che possono vivere in un paesaggio. Motivi animalier rivisitati sono intrecciati su tela e denim, fiori modellati nella pelle come decorazione, a volte come protezione. Il concetto di collage come viaggio nella storia unisce elementi diversi, tracciando una topografia del corpo. Un ricordo delle nostre storie, degli atteggiamenti e delle realtà che ci hanno resi persone, plasma abiti con una globalità intrinseca.

Savoir-faire e savoir-être: l’eccellenza artigianale come sublimazione della natura
Non imitazione, ma sublimazione della natura, fondendo le tecnologie con l’ingegnosità senza tempo dell’artigianato umano. Savoir-faire e savoir-être: un’umanità che si può sempre trovare nelle storie delle persone e nei nostri métier. Stampe tridimensionali e resine possono avvicinarsi a materiali naturali – bottoni che sembrano minerali, tacchi che ricordano corna di cervo – mentre pellicce vegetali inventano nuove texture. La pelle è granulata, scanalata e conciata per rispecchiare il legno con una mano morbida, un’impossibilità surreale e soprannaturale.

La natura di Louis Vuitton
L’esperienza nella pelletteria e nell’arte dei bauli inventa nuovi modi per trasportare la vita, muovendosi liberamente nel mondo come popoli nomadi. La borsa Noé torna alle sue proporzioni e al colore originali del 1932 – attraversando il tempo, puoi portare la casa con te. Borse pensate per l’esplorazione e il desiderio di viaggiare sottolineano la curiosità umana, la nostra interazione con la terra. Una reinterpretazione di Man Ray su una parure modernista è incorniciata attraverso il linguaggio distintivo di Louis Vuitton: orecchini, un anello, un collier tempestato di chiodi dei bauli Louis Vuitton.
Credits: courtesy of Press Office Louis Vuitton
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