Le fragranze di Stephane Humbert Lucas hanno qualcosa di speciale e catalizzano l’attenzione. Ho voluto intervistare questo genio creativo perché è un artista fuori dal comune nel panorama della profumeria di nicchia

Stephane Humbert Lucas è un filosofo e pittore: convinto che ogni colore abbia un odore, scopre la sua forma di Sinestesia, un fenomeno percettivo nel quale la stimolazione della vista è in grado di attivare, al tempo stesso, l’olfatto.
L’incontro decisivo con il profumiere Henri Sorsana spinge Stephane Humbert Lucas a esprimere la sua ambivalenza artistica, utilizzando la sua forma di Sinestesia per creare fragranze. Durante il suo percorso artistico di ricerca, ha sperimentato la psicoanalisi per trovare l’equilibrio ideale delle sue emozioni, imparando ad utilizzare il profumo come suo catalizzatore.
Professionista di grande cultura, ha creato delle collezioni uniche. Non sono solo profumi, ma anche simboli forieri di emozioni spirituali e storie straordinarie: dalla collezione 777 ispirata all’Oriente come sinonimo di lusso e sontuosità alla Snake Collection con la quale (Leggi qui) ci trasporta in un viaggio olfattivo che racconta il significato simbolico del serpente attraverso miti e leggende da tutto il mondo. L’ultima edizione speciale LE 8 della Snake collection la si trova solo in alcuni luxury stores.
Chi sceglie di indossare un profumo di Stephane, indossa la sua filosofia ed i suoi messaggi spirituali di bellezza, piacere e saggezza (Leggi qui).
Lei è un professionista che ama uscire fuori dagli schemi: come nasce l’ispirazione per ogni suo profumo?
Tendo a prediligere uno stile unico e al passo con le tendenze. Tutto ciò che è preconfezionato o convenzionale non mi attrae molto. Ciò che mi piace è trovare una strada secondaria, allontanarmi dalle vie più tradizionali senza sprofondare in modo auto indulgente nella “weird art” (arte strana)”.
Avverto un senso di libertà in ogni opera in cui posso esprimere una certa ambivalenza, o persino vulnerabilità. Non cerco la perfezione, ma piuttosto l’emozione; stuzzico il caso, che considero un assistente primordiale. Le mie creazioni nascono da mondi diversi – cinema, letteratura, musica – o persino dall’incontro con una donna, un taxi o una sedia. L’ispirazione non può essere comandata, e spiegarla è quasi impossibile data la complessità del processo e la facilità con cui si cade negli anacronismi
Lei è un sinesteta: questa sua caratteristica quanto contribuisce nella creazione delle fragranze?
È una domanda interessante perché questa singolarità – questa peculiarità cognitiva – non può essere evocata a piacimento. Fa più o meno quello che vuole, a seconda dell’umore, degli appuntamenti, degli appuntamenti mancati o degli attacchi a sorpresa. Tutto è fatto di sogni, e ogni tanto riesco a catturarne qualche frammento – prima, durante o dopo il mio lavoro. La sinestesia aggiunge un ulteriore livello (step) al mio processo, anche se è molto difficile quantificare quanto siano realmente utili o efficaci queste impressioni. Ǫuello che posso dire è che fa parte del gioco: un gioco mutevole con regole flessibili (un omaggio a Dalí).

Che cosa significa per Lei il concetto di “Bellezza”?
Un argomento importante, spesso molto arbitrario, filosofico… Risponderò semplicemente. Amo la bellezza nascosta.
Arte, filosofia/spiritualità e creazioni olfattive hanno un’anima in comune. Lei cosa ne pensa?
Sì, per me tutto è connesso, correlato. Una fragranza non è mai solo una fragranza! Le mie creazioni fungono da piattaforma, una forma di espressione che nasce da altre voci. Ciò che è veramente affascinante è scoprire ancora più ponti, visibili e invisibili.
Ogni profumo racconta una storia e dona un’emozione: ci può raccontare un suo ricordo o un’emozione legata ad un profumo?
Due sentimenti profondi che combino volentieri. L’odore dell’oceano, che da bambino mi travolgeva e sembrava inghiottirmi, e quello del petricore, l’odore della terra bagnata. Ǫueste emanazioni della natura, credo di starle ancora inseguendo, tanto sono toccanti. E poi l’odore del cuoio. Adoro i profumi che “puzzano meravigliosamente”.
Molte sue collezioni hanno un significato simbolico: ci può raccontare il perché?
Si, mi piace di più l’ideale di un simbolo più che di un logo. In latino la parola simbolo significa unire.
Quello che mi colpisce delle sue fragranze è la cura del dettaglio e la sontuosità dei suoi flaconi. Ogni suo profumo è un gioiello, un’opera d’arte da tenere anche quando il profumo è finito. E’ questa la sua idea di Lusso?
Grazie mille. Si tratta più che altro di una distorsione della mia idea di Lusso, combinata con la mia percezione di cosa significhi il Lusso per gli altri. Questo punto di partenza si nutre gradualmente dell’incontro tra il “pubblico” e me stesso. Certo, c’è una sorta di barometro che ci permette di capire rapidamente se la trasmissione e la ricezione sono in armonia. Sapendo che la parola Lusso deriva dal latino e significa luce, è possibile che un giorno possa diventare più trasparente, più leggero, un po’ meno materialista
A mio parere chi scegli di indossare un profumo di Stephane Humbert Lucas, sceglie di indossare qualcosa di veramente unico ed esclusivo: è d’accordo?
Si lo penso anch’io, siamo d’accordo. Un accordo in francese (come in italiano) è una composizione di più note. Penso anche che questa persona sia pazza, deliziosamente pazza.
Lei è una persona di grande cultura e certamente, in ogni sua creazione, c’è spirito di studio e impegno: che saggezze e consigli può dare ad un giovane che vorrebbe seguire il suo percorso artistico?
“Le culture c’est bien mais je préfère la confiture“*. Ognuno per la propria strada, Lady. Diventiamo ribelli. Viva la peauésie!
Siamo un po’ curiosi: quale sarà la prossima fragranza?
Se sapessi in anticipo che farò un bellissimo profumo, non lo farei. In questo periodo, sono alla ricerca di un profumo dolce-salato, narco-regressivo, rigorosamente schizofrenico.
* (citazione alla scrittrice Françoise Sagan “La cultura è come la marmellata: meno se ne ha, più la si spalma” – Una critica ironica a chi ostenta una cultura superficiale o limitata).
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Credits: courtesy of Press Office Stephane Humbert Lucas e Essensescompany
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