Ho intervistato Cyro Rossi in occasione della sua interpretazione nel film “Il grande Boccia” di Karen Di Porto in cui interpreta l’ardimentoso produttore Fusco

Cyro Rossi, fiorentino classe 1977, è attore, regista e formatore. Dopo una formazione artistica a Firenze e diverse esperienze all’estero, si dedica al cinema, perfezionandosi alla Duse International di Roma con il Metodo Strasberg e studiando bioenergetica.
Ha lavorato in cinema, serie TV, videoclip e campagne pubblicitarie, per poi esordire alla regia nel 2017. I suoi cortometraggi hanno ottenuto riconoscimenti in festival internazionali.
Come attore prende parte a importanti produzioni cinematografiche, televisive e internazionali, tra cui Maria per Roma, la serie Diavoli e il film Amazon Prime Video Il talento del calabrone. La sua versatilità professionale si esprime inoltre attraverso la partecipazione a videoclip e campagne pubblicitarie realizzate per prestigiosi brand.
Accanto al cinema, Cyro coltiva la pittura, la scultura e il teatro, dirigendo e interpretando diversi spettacoli al Teatro di Cestello di Firenze.
Inoltre è un insegnante infatti collabora con la Scuola Nazionale Cinema Indipendente e ha fondato a Firenze un proprio centro dedicato alla formazione attoriale, nel quale promuove corsi e masterclass. Il percorso didattico proposto si fonda sull’integrazione tra la profondità dell’indagine psicologica propria dei metodi Strasberg e Meisner e la dimensione espressiva e corporea della bioenergetica.
Ho intervistato Cyro Rossi in occasione della sua interpretazione nel film Il Grande Boccia, ispirato a una storia vera. Nel film, Rossi veste i panni dell’ardimentoso produttore Fusco che, insieme al regista Tanio Boccia, interpretato da Ricky Memphis, nel 1964 riesce, con straordinario coraggio e spirito d’iniziativa, a realizzare ben quattro film praticamente in contemporanea.
Cyro, quando ha deciso che sarebbe diventato un attore?
E’ un insieme di cose, ma ci è voluto tempo che mi definisse esattamente un attore, siamo tante cose insieme che racchiude una sola parola che è anche difficile da sostenere al giorno d’oggi.
Comunque ero molto giovane diciamo che sono 25 anni che faccio mestiere.
Lei è nel cast del film “Il Grande Boccia” dedicato al regista Tanio Boccia, un uomo non sempre apprezzato dal cinema italiano, ma che persegue lo stesso i suoi sogni. Personalmente io apprezzo di più queste persone che non i “vincitori”. Lei cosa ne pensa?
Apprezzo entrambi direi: credo nell’esperienza vissuta a pieno, il qui ora, a prescindere dal risultato, ma certamente questo Tanio Boccia ha una grande simpatia, tenerezza e assoluta perseveranza. Comunque si sono molto d’accordo con lei.
Firenze è la sua città natale: quanto ha inciso nel suo percorso personale e lavorativo?
E’ una città che ho riscoperto negli ultimi 4/5 anni, e la città dove sono nato e fatto le scuole. Le radici credo che siano molto importanti per riscoprire da dove vieni, chi sei e cosa vuoi.
Lei ha studiato alla scuola Duse International dedicata alla iconica Eleonora Duse, attrice per la quale nutro grandissima ammirazione. Quali ricordi conserva di questo periodo?
Studio, sacrificio, cultura, compagnia e metodo. Un bellissimo percorso molto intenso di formazione
C’è stata o c’è una figura, un mentore, che ha avuto un ruolo particolarmente importante nel tuo percorso e che ha influenzato il modo in cui sei diventato/a la persona che sei oggi?
Assolutamente sì direi che ce ne sono un paio, ma le tengo x me. Alcune cose vanno tutelate.
So che lei ha vissuto anche all’estero: quali esperienza ha portato con sé che poi sono state foriere del suo percorso professionale?
Ogni esperienza vale la pena di ricordare, bella o brutta che sia, il periodo in Brasile devo dire è stato molto formativo, vita di strada e di culture differenti, anche Londra ti rimane sempre dentro come città. L’attore si forma anche così.
Lei è anche regista: immagino che ci siano emozioni e responsabilità diverse tra stare dietro la macchina da presa e davanti. Quali sono le sue emozioni?
Amo molto dirigere e raccontare storie, a volte riesce bene a volte meno e tu sei l’unico responsabile, amo prendermi responsabilità e sopratutto condividere. Stare insieme in una sala di cinema è qualcosa di straordinario al mondo d’oggi, che ognuno è chiuso dentro se stesso, con forti messaggi che ci invadano di metterci l’uno contro l’altro.
Cyro, lei è una persona poliedrica, di grande cultura e passione per le arti: quando conta avere un bagaglio culturale nel mestiere di attore?
Direi che è quasi fondamentale, leggere, informarsi, la cultura intesa come sovrastruttura che collega le varie classi sociali e noi come attori e artisti abbiamo una grande responsabilità.
Può raccontarci i suoi progetti futuri?
Ho due spettacoli teatrali, e sta uscendo il mio nuovo cortometraggio di regia, un progetto italo francese dal titolo L’Accident tratto da una storia vera.
Lei collabora attivamente con la SNCI (Scuola Nazionale Cinema Indipendente) e ha fondato un proprio spazio e laboratorio nel cuore di Firenze. Che saggezze trasmette a chi desidera intraprendere il percorso di attore?
Umiltà, obbiettivo, lavoro, lato B e soprattutto mai perdere la speranza.
Credits Images: le foto sono state fornite dal Press Office Cyro Rossi
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