“Non è la fine del mondo”: è probabilmente questo il pensiero che accompagna Emma, protagonista del romanzo di Alessia Gazzola da cui nasce l’omonimo film diretto da Valentina Zanella, una produzione K+

non è la fine del mondo

Tra imprevisti, dubbi e nuovi inizi, si trova a confrontarsi con una verità semplice ma potente: anche quando tutto sembra crollare, non tutto è perduto. Proprio da lì può cominciare un percorso di crescita personale e professionale.

La trasposizione cinematografica conserva lo spirito positivo dell’opera originale e lo trasforma in un racconto generazionale capace di parlare a tutti: la storia di chi cerca il proprio posto nel mondo, tra sogni coltivati con ostinazione e compromessi imposti dalla realtà.

Emma è una rivoluzionaria silenziosa. La sua arma non è la rabbia, ma la gentilezza: una forma di emancipazione femminile discreta, ma incisiva. A volte questo atteggiamento la porta ad accettare compromessi nel lavoro, mettendo temporaneamente da parte la carriera immaginata. Non rinuncia però ai suoi obiettivi, consapevole che il cammino per raggiungerli è lungo e spesso accidentato.

In un contesto in cui si sente spesso fuori posto, affronta ogni giorno piccole sfide, errori e ripartenze. Il traguardo è trovare finalmente il proprio spazio: nel lavoro desiderato e in quel villino con i glicini nascosto in un angolo di Roma, simbolo di una vita possibile.

Accanto a lei si muove una galleria di personaggi vivaci: la sorella Arabella, moralizzatrice solo in apparenza; l’adorata nipote; l’irraggiungibile scrittore e modello professionale Oscar Tessai; e il capo Pietro Scalzi, temibile quanto affascinante.

Nel cast Fotinì Peluso, Andrea Bosca, Paolo Ruffini, Paolo Rossi, Ivana Lotito, Barbara Bouchet, Anna Dalton, Susanna Tommasi, Lorenzo Pozzan e Paolo Cioni.

Dal 26 marzo al cinema. Perché, in fondo, Emma siamo noi.

Credits: Ph fornite dal Press Office Kplusfilm

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