Il ballo immaginario di Vivetta tra romanticismo e inquietudine un momento sospeso tra realtà e subconscio in cui identità e finzione si confondono

Vivetta: Collection FW26/27 "The Gothic Ball"

Sono i suoni ovattati del celebre Black and White Ball di Truman Capote, con le voci delle iconiche swans, le sue donne-cigno che incidono l’immaginario della collezione di Vivetta. È la passione per il surrealismo che rapisce lo sguardo. Dove il ballo diventa il punto di partenza di una narrazione che non vuole essere citazione nostalgica, ma dualità e trasformazione. Sussurrando storie di un gotico aristocratico che sfiora l’ombra senza mai perdere ironia.

Acuti teatrali e new intimacy. Le silhouette oscillano tra rigore britannico e graffi dramatic. Tailoring da lady inglese. Rombi classici della maglieria esaltati in ricami argyle. Costruzioni sartoriali pulite per arrivare a volumi inaspettati, drappeggi e fiocchi che sembrano emergere da una dimensione onirica. I profili di visi, elemento distintivo del brand, s’ispirano alle suggestioni di Salvador Dalí e diventano giacche ricamate, boleri e un abito scultoreo tridimensionale in panno, con volti che si aprono a ventaglio intorno al corpo. Tra riferimenti pittorici all’immaginario onirico di Rafał Olbiński. Sono figure femminili viste di spalle, identità sfuggenti. Magnifiche visioni sospese.

Il cigno, simbolo di grazia e metamorfosi, attraversa abiti e accessori in ricami tridimensionali vellutati, su guanti, maschere e scarpe, fino a un’uscita finale dove fiocco e strascico diventano gesto drammatico. Lane strutturate dialogano con organze, plissé mobili e nylon taffettà. L’evoluzione umano-animale si manifesta in inserti di tessuti effetto pelliccia su sottovesti impalpabili, creando cortocircuiti tra fragilità e istinto.

Il Surrealismo non è semplice suggestione estetica, diventa struttura narrativa. L’argenteria britannica settecentesca diviene una stampa e si trasforma in gioiello. Brocche a forma di cigno, posate intrecciate come orecchini. L’uovo si carica di significato trasformandosi idealmente in volto umano. I tovaglioli piegati si evolvono in coccarde tridimensionali applicate su miniabiti e pantaloncini, poi replicate in metallo come spille e mini bag gioiello.

Debutta in passerella la collezione uomo, presenza complementare e volutamente spigolosa. Con un romanticismo affilato, tra principe e imbucato al ballo, sartoriale e sportivo. Condivide il medesimo uni- verso ma ne incrina la superficie, introducendo un ritmo più secco, più tagliente. Le silhouette alternano volumi over e linee più asciutte. Una felpa che in realtà è una camicia in plissé a rombi ribalta la percezione tra formale e casual. Mentre dettagli surrealisti si fanno più sottili, come pettorine-accessorio su cui si intravedono calici e profili nascosti.

Credits: courtesy of Press Office Vivetta

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