“A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai” recita un famoso detto…ed è proprio così! 

Sebbene ci sia un rispetto meticoloso del galateo ed i suoi consigli, non dimentichiamo mai che il Natale rispetta la tradizione familiare ed il nostro sentire. 

Attraverso i valori personali e la cultura del luogo, ognuno si apre all’accoglienza dell’altro e alla serenità che questo periodo dell’anno ci richiede.

La tavola diventa il luogo dell’incontro e della condivisione per eccellenza. 

Rispetto all’apparecchiatura tradizionale, il galateo non solo ci permette di osare un po’ di più con le decorazioni bensì richiede che l’aria di festa, di pace e di calore sia comunicata in ogni cosa con armonia e gentilezza.

Un consiglio che possiamo dare ai nostri lettori è di apparecchiare secondo la regola dell’apparecchiatura formale in casa, dando la giusta importanza alla festa, osando tuttavia con dettagli di colore – squisitamente natalizio – e dedicando ad i nostri ospiti un dettaglio, un segnaposto, una piccola attenzione augurale per ognuno di loro.

E’ concesso l’uso di candelabri e candele per il pranzo ed anche di colore rosso….rigorosamente accese!

Un centrotavola naturale, con elementi della terra, come pungitopo, abete, melograno, donerà alla nostra tavola quel calore necessario ad accogliere il Natale e per i nostri ospiti sarà un dono augurale.

Possiamo differenziare la tavola della Vigilia di Natale con quella del pranzo di Natale, optando per un tovagliato dal colore neutro per la sera e un tovagliato più vistoso, colorato (rosso, verde, oro) e più informale, per il pranzo. 

Una raccomandazione: come ogni lievitato, il panettone si mangia solo con le mani! Piccole porzioni di questo squisito dolce tradizionale, vanno spezzate con le mani e portate alla bocca. 

Va servito su un piatto da portata senza l’involucro di carta paglia.

I festeggiamenti del Natale sono diffusi in tutto il mondo in quanto si tratta di una festa che celebra i legami familiari e che, attraverso lo scambio dei doni, rinnova i legami sociali.

I paesi scandinavi addobbano l’albero il 23 dicembre, giorno della “piccola vigilia” e festeggiano il Natale l’indomani. 

Il 24 è infatti tradizione fare la sauna con tutta la famiglia e andare a trovare i propri defunti al cimitero, pranzare con i parenti e aspettare che Babbo Natale bussi alla porta, interroghi i bambini per sapere se sono stati buoni e distribuisca i regali. 

Il 6 dicembre spetta ai bambini ungheresi con San Nicola che porta i dolci impacchettati in una carta rossa.

In Svezia le celebrazioni iniziano il 13 dicembre con Santa Lucia e la tradizione vuole che le primogenite si vestano da “Lussebruden” (sposa Lucia) con un lungo abito bianco cinto da una fusciacca rossa e una coroncina con ramoscelli di mirtillo rosso intrecciati e candeline accese (ormai elettriche!) sul capo. 

In Argentina è piena estate: il 24 è il giorno in cui si riunisce la famiglia e si mangia l’asado, così come durante la “Wigilia” in Polonia il pasto viene consumato dopo che è stata vista in cielo la prima stella. 

E’ comune servire 12 piatti diversi, a simboleggiare i Dodici Apostoli. All’inizio del pasto, viene fatto passare tra i commensali un grande wafer con l’immagine di Gesù, Maria e Giuseppe, dal quale ognuno mangerà un pezzetto. 

Un posto a tavola è sempre lasciato vuoto per Gesù Bambino.

In Gran Bretagna ogni commensale trova nel piatto un Christmas Cracker, un tubo di carta attorcigliato alle estremità come una caramella, che contiene al suo interno uno scherzo da leggere a tavola, un piccolo gingillo e una corona da indossare. Tutti partecipano tirando con la mano sinistra il cracker del vicino.

In Germania al posto della calza appesa al camino è tradizione lasciare uno stivale fuori dalla porta: i bambini buoni riceveranno doni e dolcetti, agli altri il “Krampus” lascerà un misero bastoncino di legno. 

In Austria, bambini ed adulti, vanno di casa in casa per tre giovedì d’Avvento a cantare il “Glöcklerlied”, ricevendo in cambio noci, mandarini e, per gli adulti, una bevanda alcolica.

Le tradizioni sono molto diverse tra loro e la simbologia legata al Natale è molto vasta. Una delle figure indubbiamente più ricorrenti e anche più attese, soprattutto dai più piccini, è quella di Babbo Natale.

Non si sa con precisione chi sia e cosa rappresenti questa figura: un omone grande e grosso, con gli occhialini appoggiati sul suo nasone e una fluente barba bianca. 

La favola di Santa Claus si consolida nei primi decenni del XIX secolo, dopo la Rivoluzione Francese e la sua attuale fisionomia nasce in America del Nord, sulla base di tradizioni importanti negli Stati Uniti da immigrati tedeschi e olandesi.

L’origine si perde nell’immaginario cristiano del Medio Evo europeo che, assorbendo precedenti miti romani, germanici, celti e scandinavi, conservò molte superstizioni su spiriti della natura, dei monti e dei boschi, legate ai riti della fertilità, dell’eterno ritorno e dei culti del fuoco e del sole. 

Molte figure si mescolarono nel tempo anche agli aspetti leggendari di santi o di angeli della tradizione cristiana, dando vita a personaggi fantastici.

Babbo Natale è il prodotto finale di uno di questi processi di evoluzione dell’immaginario collettivo, anche se affonda le sue radici in lontani miti nordici e nella trasformazione di figure della tradizione cristiana, prima fra tutte quella di San Nicola: discendente da una ricca famiglia, avrebbe fin da giovane mostrato grande generosità donando tre borse colme d’oro – per alcuni tre sfere o tre sbarre d’oro, come si può vedere in alcune icone – a tre giovani fanciulle, divenute prostitute in seguito alla morte del padre e ridotte in miseria. Si pensa anche che possa aver depositato il denaro o l’oro nelle loro scarpe per salvarle da questo destino infelice.

Nel 1087 alcuni mercanti trafugarono le reliquie del Santo da Myra alla Puglia ed è proprio da Bari che di diffonde l’usanza di far trovare i doni ai bambini nel giorno del Santo, tradizione poi estesa al periodo immediatamente precedente il Natale.

Nel ricevere i doni di Natale, ricordiamo che questa è l’unica occasione in cui si può rimandare l’apertura del pacco alla Viglia di Natale o al giorno di Natale…posizionando i regali sotto all’Albero. In alcun caso dimostreremo disgusto o disappunto davanti ad un dono che non rispecchia i nostri gusti. Riconoscenza e gratitudine che potremo dimostrare con un messaggio di ringraziamento il 26 Dicembre.

Ricordatevi di non strafare, ma di rispettare il significato della festa e del dono. Confezionate i regali e accompagnateli con un pensiero di augurio. 

I regali non devono stupire, ma arrivare al cuore…soprattutto in un’occasione di pace, serenità, famiglia e amicizia come questa.

A tutti voi: Buon Natale, di pace e di allegria!

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