Peter Langner, laureato a Parigi nella prestigiosa Ecole de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne, ha iniziato subito a lavorare nelle migliori case di moda di parigine di Christian Dior, Emanuel Ungaro, Guy LaRoche e Christian Lacroix. 

Nel 1991 arriva a Roma – allora centro dell’Alta Moda in Italia – e fonda la sua maison, facendo conoscere in tutto il mondo la haute couture dei suoi abiti da sposa e da sera. Nel 2015 si trasferisce a Milano, dove ancora oggi continua a dominare la scena della moda bridal perché ogni abito couture di Peter Langner è realizzato meticolosamente a mano, con pazienza e amore, insieme a un esperto gruppo di artigiani del suo atelier milanese, composto da abili modellisti, esperti tagliatori, capaci drappeggiatori, valenti sarti e provette ricamatrici.

Tutti con una straordinaria attenzione per la bellezza e per l’armonia, criterio e metodo che Peter Langner ha saputo trasfondere e sviluppare. Fare tutto a mano nel proprio atelier dà la possibilità di offrire un servizio “su misura” e realizzare splendidi abiti per tutte le forme. 

Quando ho conosciuto Peter Langner, ciò che mi ha colpito è stata la forza e la passione negli occhi di questo grandissimo professionista dell’haute couture, nonché la capacità di trasformare “piccoli pezzi di stoffa” in una creazione magnifica. Un dono che ho visto in poche persone.

Lei è stato uno dei precursori della Bridal Haute Couture trasformando la sposa in una donna ricercata e sofisticata. Tutt’ora vi è una continua ricerca di eleganza e innovazione, in un mondo estremamente frettoloso che lascia poco tempo alla progettualità e alla ricerca dell’unicità. Qual è il suo pensiero? 

La creatività e il desiderio di stupire hanno tempi completamente diversi e in opposizione a quelli dettati dal mercato e dai social media. Un bel progetto, una bella lavorazione e uno studio per una nuova forma, hanno bisogno di tempo. Noi abbiamo trovato un NOSTRO ritmo, una nostra tempistica che ci permette sia di studiare nuovi modelli, lavorazioni e collezioni, ma allo stesso tempo di soddisfare i nostri clienti in tempi diversi e spesso anche in luoghi diversi. Mostrando le collezioni in Italia, in Spagna, negli Stati Uniti e in Giappone riusciamo a usare il tempo a nostro favore.

Prima di creare il suo atelier, dopo la laurea, ha lavorato per Dior, Ungaro, LaRoche e Lacroix. Che ricordi ha di quel periodo? 

Piu passano gli anni e più vedo quanto mi abbiano plasmato questi anni e abbiano creato in me profonde radici. In questi bellissimi ricordi, spesso ci sono anche ostacoli difficili da superare. Quando hai appreso una certa tecnica è difficile cambiarla o migliorarla. Però i tempi odierni sono diversi e le esigenze delle clienti sono differenti. 

L’apertura mentale e la flessibilità nel lavoro manuale sono ormai fondamentali. 

Negli anni 90, per oltre 20 anni ha tenuto il suo atelier nella Capitale, Poi nel 2015 ha deciso di trasferirsi definitivamente a Milano, universalmente riconosciuta come una delle capitali della Moda. Posso chiederle come ha maturato questa scelta? 

 “Le decisioni più difficili della vita, ti rendono la vita più facile“. 

Roma ha visto un declino profondo nell’ambito artigianale e della moda. Invece Milano, e i suoi dintorni, hanno visto una crescita senza freni. La scelta di cambiare città era fondamentale per sopravvivere e allo stesso dare al marchio l’esposizione necessaria. 

A Milano abbiamo una clientela internazionale che cerca il nostro prodotto e ci viene offerta la possibilità di poter partecipare con più facilità a eventi e manifestazioni.

I suoi abiti sono il frutto di una scelta stilistica, di tessuti pregiati e creazioni artigianali fatti a mano e su misura con attenzione e delicatezza.  Come nasce l’abito da sposa dell’atelier Peter Langner?

Una domanda molto complessa. La ricerca del materiale, la collaborazione con chi crea e fornisce i tessuti, lo sviluppo del modello sono la base di ogni nuova collezione. C’è da superare te stesso ogni volta. Cercare di non avere influenze esterne, di non farsi condizionare dalla vendita, e allo stesso tempo cercare nuove forme e proporzioni è sicuramente la parte più difficile, anche dopo tanti anni.

Il drappeggio sul manichino, vedere e comprendere le caratteristiche del tessuto che vogliamo usare, sono il percorso per creare una nuova collezione. Infinite prove con le modelle, valutare lavorazioni e costi per decidere a portare a compimento un abito nuovo. Questo processo va ripetuto con ogni modello, tenendo presente la collezione intera.

Ogni problema tecnico o estetico è una nuova sfida, risolverlo significa  avere la possibilità di migliorare. Spesso al secondo campione si perfeziona un modello e finalmente possiamo dire: questo è finito! 

Negli ultimi anni, vi è tanto parlare di Sostenibilità ed Economia Circolare; qualcuno parla per cognitio causae,  molti perché è di “moda”. Lei è stato un pioniere della Sostenibilità, io stessa ho visto un meraviglioso abito da sera creato con gli scarti di stoffa. Cosa ne pensa in merito?

Noi spesso lavoriamo in un paradosso: creiamo l’abito della vita che viene usato una sola volta. 

Cercare di usare tutto il materiale che viene acquistato non è una semplice questione economica. Però noi proviamo a trasformare un problema in una virtù e creare nuove cose. Anche uno scarto ha una sua bellezza e un suo utilizzo. Pensiamo a un mosaico, è fatto di migliaia di pezzi che forse erano degli scarti di pietre. Noi proviamo a usare fantasia e manualità per creare nuove forme. L’intelligenza delle nostre mani è la base di un nuovo abito, il quale crea un ricordo che dura per sempre.

Gli abiti delle sue collezioni da sposa e da sera sono venduti e amati in ben 14 paesi del mondo. Si ritiene soddisfatto o Peter Langner è un professionista che si muove verso nuovi obiettivi?

No, soddisfatto no, però orgoglioso quando abbiamo dei clienti che collezionano i nostri abiti, che riconoscono una bellezza e una artigianalità non scontata. 

Vorrei crescere e investire in nuove tecniche che per il momento sono fuori dalla nostra portata. Vorrei usare materiali nuovi e diversi, cambiare e sorprendere le aspettative. Oggi i Social Media ci danno la possibilità di comunicare con un mondo finora a noi ignoto. Allo stesso tempo e un nostro dovere di comunicare un senso più etico del lavoro e dell’uso delle nostre risorse, sia umane che materiali.

Ci parli della sua collezione Bridal 2024 e le tendenze per la prossima stagione (https://www.5starselitemagazine.it/peter-langner-milano/)

La nuova collezione 2024 è basata su una ricerca di tessuti e ricami con motivi della natura: il caos di un bosco, la leggerezza di un campo di grano o un fuoco che si sta spegnendo. Provo a trovare nella natura della ispirazione di forme e motivi da riprendere sui tessuti e riportarli sugli abiti. Il “movimento” è sicuramente la tendenza più grande e presente nella prossima collezione. Cerchiamo sempre una costruzione leggera e femminile nei nostri abiti. Ci piace  stupire con forme e volumi diversi. Come già nelle stagioni precedenti, avremo sia abiti da sera sia da sposa, che saranno presentati a New York in occasione del Bridal Market di Ottobre.

Nel 1987 il rapporto Brundtland fu il primo che introdusse lo sviluppo sostenibile ossia «lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri». Senza dubbio Peter Langner nella sua pluriennale attività ha letteralmente supportato questo concetto. A suo parere le attuali nuove generazioni di fashion haute couture designers continuano questo percorso oppure no? 

Credo che le future generazioni siano molto più sensibili all’argomento della sostenibilità e siano cresciute con la necessità di salvaguardare l’ambiente e il nostro pianeta. Credo che sia la nostra generazione a essere stata oscurata dal guadagno. Spesso o quasi sempre il guadagno giustifica abuso o spreco di materiali e risorse. Quasi 10 anni fa abbiamo abolito le tazzine in plastica della nostra macchinetta del caffè. I primi abiti con gli scarti di tessuto sono nati oltre 20 anni fa.

La modifica e trasformazione di un materiale è la base, l’origine di un nuovo abito. La nostra forza e proprio qui. In questo periodo stiamo facendo delle nuove prove per riutilizzare gli scarti di tessuto per realizzare la nostra collezione Casa e creare dei materiali da usare per i ricami.

Il suo atelier è nato nel 1991; sono passati 34 anni ed ancora l’amore e la passione per il suo lavoro sono la sua motivazione frutto di studio ed impegno costante. Che consiglio può dare ai giovani che vogliono intraprendere un percorso come il suo? 

Ogni giorno mi sveglio e ho una cosa in testa: ancora non ho iniziato a lavorare! 

Consiglierei di lavorare con il cuore senza lasciarsi condizionare dalla razionalità.

Credits foto fornite dal Press Office